Claudio Cerritelli

Pubblicazioni

LA PITTURA SOGNA NELLA SUA DIMORA

LA PITTURA SOGNA NELLA SUA DIMORA, Pesce Rosso Ed. 1980

E’ la prima mostra militante curata da Claudio Cerritelli a Bologna con la collaborazione di cinque artisti scelti per affinità e comunanza di intenti estetici ed esistenziali. Il catalogo è concepito come un prezioso libretto d'impostazione anomala dove le immagini corrono nel testo che oscilla tra toni anti-teorici e appunti poetici evidenziando -in modo sottile e insinuante- il rapporto tra arte e critica, come possibilità di congiunzioni emozionali. In tal senso, Cerritelli trova stimolante la frequentazione degli artisti ed è interessato alla visita dei loro studi, luoghi di lavoro dove l’esperienza del critico può accrescere la conoscenza diretta dell’arte, al di là dei processi teorici che le sono propri.

REGISTRAZIONE DI FREQUENZE

REGISTRAZIONE DI FREQUENZE (AA.VV.), Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna, Ed. Grafis, 1982

Catalogo di una mostra contraddistinta da cinque percorsi paralleli curati da altrettanti critici della nuova generazione (Alinovi, Cerritelli, Gualdoni, Parmesani, Tosi) che propongono letture diverse dell’attualità, dalla pittura alla scultura, dall’istallazione all’oggetto concettuale, dal disegno al fumetto. Un’interpretazione trasversale di linguaggi che restituiscono una realtà complessa che i critici curatori affrontano con un criterio non conflittuale basato su una “concordia-diversità” che il titolo “Registrazione di frequenza” esalta nel rispetto delle esperienze individuali di militanza critico-teorica.

ACROBAZIE SULLA CRITICA

ACROBAZIE SULLA CRITICA, Ed. Meta, 1983

Numero della rivista Meta dedicato a Claudio Cerritelli in sintonia con i presupposti di documentazione del lavoro di critici e artisti operanti nell’attualità. Il giovane Cerritelli propone una riflessione sui metodi di lettura dell’opera d’arte, sul rapporto tra ideazione e realizzazione, sui diversi contesti del lavoro artistico, sul valore della scrittura in relazione all’immagine, sul rapporto con il pubblico attraverso la centralità dell’opera. Di conseguenza il critico procede in modo volutamente a-sistematico sulle tracce dei testi visivi discutendo le intenzioni degli artisti nel vivo del loro operare, attraverso molteplici rotte di avvicinamento ai fluidi significati dei loro linguaggi.

IL CORPO DELLA PITTURA (1972-1976)

IL CORPO DELLA PITTURA (1972-1976), Ed. Martano, Torino 1985

Questo libro propone una rilettura del dibattito teorico intorno alla Pittura/Pittura (1972-76) attraverso le voci della critica militante e degli artisti che parteciparono a quella singolare stagione espositiva. Per lo più trascurato o considerato marginale questo capitolo dell’arte italiana degli anni settanta rivive in queste pagine le forti contraddizioni della sua immagine e una pratica artistica poco disposta a rinunciare alla singolarità delle opere. Tra questi disagi l’autore ripercorre i problemi della pittura così come sono stati affrontati nei cataloghi delle mostre collettive e sulle riviste, i veri strumenti per comprendere il nuovo ruolo dei pittori e la natura dei loro comportamenti.

Il rapporto con la tradizione, il rifiuto del concetto di avanguardia, l’analisi dei riferimenti storici, la coscienza dei processi costitutivi della pittura, gli interrogativi sul suo ruolo politico: questi sono alcuni temi affrontati attraverso un efficace montaggio delle ragioni della critica e di quelle degli artisti, giocate dall’autore con una libertà interpretativa che fa di questa ricerca non un muto commento di materiali inerti, ma una stimolante avventura tra testi ancora vivi alla luce del dibattito attuale.

Il libro propone inoltre una esauriente antologia di scritti dei nuovi pittori, e una raccolta inedita di dieci lettere in cui gli artisti riflettono con toni polemici sul destino di quel fenomeno espositivo di cui sono stati protagonisti.

ICONOGRAFIE DELLA CRITICA

ICONOGRAFIE DELLA CRITICA, Riccitelli Editore, Pescara 1985

Iconografie della critica sono gli strumenti in cui si riconosce il lavoro del critico, i luoghi della sua pratica, i generi in cui si configura il suo esercizio molteplice e diversificato. Partendo da una completa adesione verso i fatti artistici attuali questa raccolta di testi offre i lineamenti d’un autoritratto del critico attraverso le occasioni di lavoro, le icone preferite, i luoghi frequentati del sistema dell’arte senza alcuna gerarchia tra un genere di intervento e l’altro. Ogni gesto del critico è importante per definire la sua natura, la specialità di un linguaggio che si offre sotto diverse vesti e travestimenti. Iconografie della critica sono allora i segni sociali e privati per riconoscere le tecniche di comunicazione in cui si codifica il mestiere del critico, il suo potere. Il privilegio della parola scritta si unisce al fascino del discorso orale, la costruzione privata del testo si alterna all’immediatezza degli interventi pubblici, l’emozione di una presentazione si confronta con la ragione analitica di un saggio, la strategia di una recensione quotidiana si contrappone al tempo di lettura di un dialogo. Emerge in queste pagine la preoccupazione di essere aderente alle forme e ai fatti artistici dell’attualità, di usar cautela e senso critico verso il crescere degli eventi, in sostanza prevale la necessità di individuare e conoscere l’arte all’interno dei suoi processi più che l’istinto della classificazione. In questo senso va colta la natura del critico militante, la sensibilità e l’attenzione costantemente portata verso l’opera e il suo contesto, ben consapevole che il processo di individuazione vuol dire anche interrogarsi sul linguaggio e sulle condizioni in cui matura la comprensione dell’arte. Le iconografie della critica sono di questo atteggiamento la verifica più limpida e vibrante, ed in esse si coglie il respiro del critico che le attraversa con spirito d’avventura e con profonda partecipazione.

PERSISTENZE DELLA PITTURA

PERSISTENZE DELLA PITTURA, Edizioni Ennedue, Bologna, 1985

Catalogo di una mostra in cui Cerritelli pone a confronto artisti di diverse generazioni come esempi di ricerca persistente dei valori del colore, del segno e della materia, attraverso un intreccio di posizioni pittoriche che negli anni Ottanta affermano il diritto di fare pittura senza vincoli legati alle nomenclature del mercato (Transavanguardia, Magico primario, Anacronismo, Postmodernismo). Si tratta di una riflessione sulla condizione del dipingere come movimento lento che procede al di fuori delle mode, necessità espressiva che viene da lontano, dalla pittura astratta e informale degli anni Cinquanta, dalle difficili avventure degli anni Sessanta e Settanta, ritrovando nell’attualità nuovi orientamenti nell’entusiasmo verso la pittura delle nuove generazioni.

LA COSTRUZIONE DEL SENSO

LA COSTRUZIONE DEL SENSO, Mazzotta. Milano 1987

Catalogo di una mostra di riflessione critica su che cosa significhi dipingere, pensare la pittura, realizzarla nella pienezza delle sue immagini, al di fuori dei sensi di massa che le nuove tecnologie impongono come modello di comunicazione senza alternative. Il senso della pittura è indicato attraverso il lavoro di giovani artisti che esplorano con rinnovata passione le grammatiche astratte e costruttive con una tensione conoscitiva che sostiene nuovi gradi d'immaginazione, oscillando tra il rigore del linguaggio e ulteriori possibilità di sconfinare dai perimetri segnati, come un processo interminabile che amplifica il senso della pittura nell’unità di molteplici tempi e spazi della costruzione

MITOGRAFIE

MITOGRAFIE, Pinacoteca di Ravenna, catalogo ed. Essegi, Ravenna 1987

La mostra curata da Claudio Cerritelli intende verificare le modalità di approccio al Mito nella cultura artistica del secondo dopoguerra. Un argomento quanto mai complesso, ma sicuramente centrale all’interno della riflessione artistica contemporanea, che sembra tuttavia poter trovare una definizione grazie all’analisi delle metodologie con cui i tratti ed i confini del Mito vengono “descritti”. Si tratta, in sostanza, di lasciar emergere una profonda diversità culturale che percorre l’intera storia dell’arte contemporanea che al Mito si è avvicinata a volte in modo palese, citativo, emblematico/allegorico, altre volte, invece, in modo simbolico, allusivo. In un caso, dunque, legando la figurazione al cosiddetto “linguaggio delle Icone”, in un altro approssimandosi al Mito in modo pulsante, pre-logico, esoterico.

Sono queste le stazioni dei “luoghi visibili” ed “invisibili” della relazione tra Arte e Mito che, spesso, lungi dal presentarsi in modi facilmente riconoscibili, registrano traslazioni, contatti, contaminazioni: dimostrando, in ogni caso, come la potenza del Mito affascini profondamente il corpo stesso dell’arte di oggi.

DIALOGO SULLA SUPERFICIE

DIALOGO SULLA SUPERFICIE (con F. Menna), Ed. Prearo, Milano 1987

Due critici di generazione diversa (F. Menna 1926 – C. Cerritelli 1953) dialogano intorno alle sorti della pittura di superficie verificando i presupposti teorici attraverso le opere di giovani pittori italiani impegnati sul fronte della ricerca aniconica, astratta e gestuale. Un dialogo avvincente da cui emerge il valore della pittura come linguaggio che si determina riflettendo non solo sugli strumenti costitutivi del suo operare ma anche accettando di attenuare gli stretti vincoli del rigore analitico attraverso un clima espressivo di maggiore sospensione dei significati, questione che indica la differenza tra la pittura concettuale degli anni Settanta e la pittura più soggettiva degli anni Ottanta.

MEMORIE D’AVANGUARDIA

MEMORIE D’AVANGUARDIA, (Premio Vasto per la critica), 1988

Il saggio di Cerritelli, vincitore della seconda edizione della nuova formula del Premio Nazionale Vasto, è stato scelto dalla giuria presieduta da Mario De Micheli “per la chiarezza e il rigore delle analisi, per l’autonomia del giudizio che si distacca dalla ripetizione di formule critiche correnti e in particolare per l’accento posto sull’intenzionalità progettuale che caratterizza il movimento delle avanguardie storiche”.

Intorno alle problematiche dell’avanguardia artistica novecentesca Cerritelli raccoglie un ventaglio di riflessioni che riguardano la nuova figura dell’artista e le sue complesse relazioni con il mondo produttivo che ne determina il ruolo.

L’attenzione è inoltre spinta verso una verifica delle nuove iconografie (legate per esempio all’idea di paesaggio) oppure nei confronti della dimensione assoluta del linguaggio, sia come azione collettiva aderente alle poetiche di gruppo sia come creazione individuale e autoriflessiva. In tal senso le tracce di arte contemporanea ripercorse da Cerritelli propongono la necessità di studiare l’idea di avanguardia come modello di conoscenza dell’arte e, soprattutto, come uno spazio di riflessione metodologica per comprendere i termini di identità del lavoro critico attuale e delle ricerche artistiche del presente, come profonda memoria del passato e della cosiddetta tradizione del nuovo.

ESPERIMENTO ININTERROTTO DELLA PITTURA

ESPERIMENTO ININTERROTTO DELLA PITTURA, Ed. Prearo, 1989

Una riflessione aperta e articolata sull’idea di pittura intesa come esperimento ininterrotto e come azione cosciente tra passato e presente.

Una complessa interrogazione intorno ai luoghi, i mezzi, le tecniche, le azioni del fare pittura nell’attualità artistica degli anni ottanta.

Un esercizio di lettura delle opere di alcuni giovani pittori italiani (Campani, Costa, De Nisco, Degli Angeli, Venturelli) di cui Cerritelli offre un profilo analitico e penetrante.

Un libro che sottolinea un difficile dato di fatto: la pittura è altra cosa dalla critica.

L’ARTE DEL PAESAGGIO

L’ARTE DEL PAESAGGIO (con P. Fossati), Ed. Essegi, Ravenna 1991

Una documentata e articolata riflessione storiografica sul tema del paesaggio attraverso alcune fasi fondamentali del suo processo di trasformazione nel corso di quasi un secolo di ricerche pittoriche. Molteplici sono gli argomenti affrontati, dal paesaggio dipinto dai divisionisti alle nuove dinamiche del paesaggio intorno al futurismo. Dal paesaggio metafisico alle tensioni astratte del paesaggio. Dalle possibilità del paesaggio astratto alla questione del paesaggio come superamento del paesaggismo. Infine una sensibile attenzione al paesaggio materico, spazialista e ultimo naturalista.

IMPEGNO E POETICA DELLA PITTURA ITALIANA

IMPEGNO E POETICA DELLA PITTURA ITALIANA, Ed. Moconesi 1992

Nelle intenzioni del curatore e degli organizzatori il significato specifico della mostra “Impegno e poetica della pittura italiana” è quello di proporre all’attenzione del pubblico una stimolante verifica interna alle questioni del fare pittura mediante un confronto tra differenti poetiche della stessa intesa, come necessità della ricerca in atto. Ma la mostra vuole esprimere anche un altro particolare senso più latamente poetico. La comunità moconesina e quella morteronese si sono gemellate l’1 agosto 1992 e con questa prima iniziativa esse intendono affermare il proposito di arricchire la reciproca conoscenza, cercandosi interiormente anche e soprattutto indagando in profondità mondi che travalicano la propria quotidianità.

IN CAMMINO VERSO IL LINGUAGGIO

IN CAMMINO VERSO IL LINGUAGGIO. Conversazione con la pittura e la scultura (con Lorenzo Mango), Associazione Culturale “Amici di Monterone” Comune di Moconesi, 1993

L’Amministrazione Comunale di Moconesi e l’Associazione Culturale “Amici di Morterone”, che lo scorso anno, in occasione del gemellaggio tra le due Comunità moconesina e morteronese, hanno realizzato, a Moconesi, la mostra “Impegno e poetica della pittura italiana”, consci che il loro operare può essere apportatore di stimoli culturali che si estrinsecano in ambiti ben più ampi che i loro territori, organizzano quest’anno la mostra “In cammino verso il linguaggio. Conversazione con la pittura e la scultura” a cura di Claudio Cerritelli e Lorenzo Mango. I due critici, mentre riflettono in forma dialogica sulle opere di dodici artisti italiani, affrontano il problema del linguaggio dell’arte distinguendo fra la consistenza linguistica di ogni singolo autore – la fattura, lo stile – e i rapporti instaurati con il linguaggio specifico inteso in senso lato: tra ”idiolecte” e “sociolecte” insomma. Ma non solo. Quadri e sculture, oltre che essere rispettivamente superficie, colore e plastica, volume, “segni”, sono anche ciò che non può essere enunciato concettualmente, cioè il nascosto che ci sospinge oltre quel che si vede e ne determina il misterioso imprendibile orizzonte simbolico e controsimbolico poiché “il vissuto della speranza è intrinsecamente più forte e più affidabile di ogni disillusione di cui finora si abbia avuto esperienza”.

LA SCULTURA INESPLORATA

LA SCULTURA INESPLORATA, Ed. Questarte 1993

I materiali e i luoghi della scultura sono considerati sotto l'aspetto critico-interpretativo con uno sguardo che oscilla dalla riflessione storica alle ricerche dei giovani artisti. Dire che la scultura è inesplorata significa sottolineare che la conoscenza integrale di questo modo di fare arte non è sufficientemente approfondita e richiede quindi uno sforzo in grado di analizzare tutte le sue complesse forme di trasformazione del suo ruolo nell'attualità.

ALBERTO BURRI (1946-1966)

ALBERTO BURRI (1946-1966), Galleria d’Arte Niccoli, Parma 1994

Catalogo di una mostra incentrata su un percorso di opere della prima fase di ricerca di Alberto Burri, dal 1949 al 1966, dai primi Catrami alle Muffe, dai Sacchi alle Combustioni, dai Ferri alle Plastiche. Selezione di opere di grande qualità che sono commentate da Cerritelli attraverso un confronto con i più significativi testi della critica che si è occupata di Burri nel corso del periodo preso in considerazione. Le varie fasi di sviluppo linguistico sono guidate da spostamenti di tensione visiva che l’artista umbro riconduce sempre alla coscienza delle strutture insite nell’organismo della pittura. L’azzardo di Burri non nasce mai dal caso ma dalla perenne consultazione dei materiali, capacità di sentire la loro qualità fisica e mentale, essendo la pittura materia vivente.

IN NOME DELL’ASTRATTO

IN NOME DELL’ASTRATTO, Museo delle Arti di Nocciano, 1995

Gli argomenti affrontati nel volume si muovono dal riconoscimento storico di una linea italiana non figurativa all'attualità di una pittura che esplora i confini del visibile. L'autore si rivolge a un lettore senza preconcetti verso l'idea di astratto, un osservatore che ami la pittura come canone specifico del vedere, capace di stimolare una qualità della vista che si struttura attraverso immagini non conosciute e seppure riconoscibili. La coscienza storica dell'astrattismo accompagna questo viaggio nelle complesse diversificazioni in cui la ricerca aniconica si sviluppa dalle prime avanguardie alle esperienze dell'attualità.

FERMARE LO SGUARDO

FERMARE LO SGUARDO. Sulla giovane pittura italiana (con B. Bandini), Skira, Milano 1996

Catalogo di una mostra dedicata all’atto di concentrarsi sulla pittura da parte di artisti dello stesso orientamento (astratto-aniconico), eppure diversi nel loro modo di esplorare la profondità indefinita della superficie pittorica, l’essenzialità e la sottigliezza delle forme dipinte. “Fermare lo sguardo” significa per Cerritelli (curatore della mostra insieme con Bruno Bandini) un atto di fede nei confronti della pittura come luogo di conoscenza di un soggetto che è la pittura stessa, con tutta la complessità dei suoi riferimenti che costituiscono un processo di lettura concentrato su molteplici valori: luce, colore, struttura, evanescenza, palpito, svelamento, visibile e invisibile.

TRA PESO E LEGGEREZZA

TRA PESO E LEGGEREZZA. Scultura astratta in Italia, Ed. Corraini, 1996

In questo volume sono ripercorse le esperienze più significative della scultura italiana non figurativa del secondo dopoguerra, dall’eredità dell’astrattismo storico ai segni dell’informale, dalla continuità del costruttivismo geometrico all’invenzione di nuove strutture primarie, dall’analisi delle forme virtuali al rapporto della scultura con lo spazio urbano ed ambientale. Attraverso un esercizio di lettura che segue le ricerche plastiche dei singoli scultori, l’autore individua nella dialettica peso/leggerezza lo spazio di riflessione entro il quale sta sospesa l’immagine della scultura, la sua fisica capacità di occupare l’ambiente e, nel contempo, la disponibilità ad essere attraversata dalle tensioni del vuoto, in un’atmosfera carica di imponderabili energie immaginative.

SOGNI DI CARTA

SOGNI DI CARTA. L’arte del disegno, G. Mondadori, Milano 1996

Nell’ambito dei rapporti interregionali, per i quali Alpe Adria rappresenta una avviata forma di collaborazione, la manifestazione “Sotto il cielo di Lombardia, Arte, Economia e Cultura” è sicuramente una occasione privilegiata per mantenere e consolidare le relazioni che da tempo intercorrono tra le nostre realtà territoriali.

L’incontro delle nostre culture è infatti una fondamentale opportunità che contribuisce a illuminare nuove sfaccettature delle radici del nostro continente, aumentando la consapevolezza della riscoperta e del rispetto di identità differenti, attraverso un dialogo che non abbia inizio e fine in se stesso, ma affondi le sue radici e la sua possibilità stessa di esistere nel riconoscimento dei tratti connotativi dei nostri popoli.

Questo è il senso della proposta delle tre mostre che, attraverso l’arte, il design, l’artigianato, intendono dare uno spaccato della laboriosità e della creatività lombarda.

LE VIE DELLA COSTRUZIONE

LE VIE DELLA COSTRUZIONE, Museo di Riva del Garda, 1999

Dopo aver avviato, nel 1997, il progetto “Sculture per la città” che prevedeva l’allestimento nell’ambito della realtà urbana di Riva del Garda di un itinerario dedicato alla scultura contemporanea, nel 1999 con la mostra ” Le vie della costruzione”, collocata in diversi punti del territorio altogardesano, il Museo Civico di Riva del Garda ha voluto offrire al pubblico un itinerario che presentasse un’ampia gamma di opere caratterizzate da un forte senso della costruttività nell’analisi formale dell’oggetto plastico, ma anche come libertà di inventare volta per volta il senso di congiunzione di materiali diversi. Le opere esposte hanno indicato una serie di procedure operative in grado di offrire allo spettatore un’ampia gamma di modelli costruttivi della scultura, analizzati in maniera approfondita da Claudio Cerritelli nel testo pubblicato nel presente catalogo. La mostra ha concluso la prima fase sperimentale del progetto “Sculture per la città” nell’ambito del quale a partire dal 1997 sono state realizzate diverse e articolate iniziative al fine di attivare sul nostro territorio, attraverso il coordinamento del Museo Civico, un laboratorio di ricerca e di sperimentazione su tematiche attinenti al rapporto tra la scultura e l’ambiente.

VISIONE INTERIORE

VISIONE INTERIORE. Pittura Italiana, Ed Scheiwiller 2002

“Visione interiore” è un’ipotesi di lettura dell’attuale pittura italiana nell’epoca dei linguaggi multimediali, è la necessità di considerare l’atto del dipingere come momento di formazione della coscienza critica del vedere, possibilità di fondare l’esperienza autentica del colore e del segno come tramiti di una visione illimitata. Attraverso il genere del “dialogo” si affronta il decisivo rapporto tra pittura e conoscenza poetica del mondo mettendo in relazione la necessità della “visione interiore” con le regole imposte dal sistema dell’arte e della comunicazione, in una avvincente dialettica di considerazioni che coinvolgono il ruolo della pittura nella società contemporanea.

IL MITO DELLA VELOCITÀ. L’ARTE DEL MOVIMENTO

IL MITO DELLA VELOCITÀ. L’ARTE DEL MOVIMENTO - dal Futurismo alla Video-arte, Casa del Mantegna, Mantova 2003

Partendo dalla considerazione che l’arte contemporanea ha assimilato attraverso l’esperienza innovatrice del Futurismo il mito della velocità come nuova bellezza dinamica del reale, questo volume intende documentare alcune espressioni creative del ‘900, che hanno affrontato l’immagine come insieme di forze in movimento. In tal senso emergono diversi modi di rappresentazione della velocità, dalla tensione dinamica delle forme nello spazio alle immagini del cosmo, dall’ebbrezza della velocità in automobile o in aereo alle tecnologie elettroniche che annullano le distanze spazio-temporali. Le forme d’arte successive al Futurismo hanno sviluppato secondo prospettive diverse il nucleo di queste tematiche, sia rappresentando l’iconografia dei mezzi di comunicazione, sia riflettendo sul concetto di astrazione dinamica, sia privilegiando la velocità d’esecuzione oppure le costruzioni percettive della comunicazione cinetica, dall’arte programmata fino alla video-arte. Questo volume, curato da Claudio Cerritelli, propone una ricca documentazione iconografica, e un’ampia rete di contributi critici attraverso saggi e dialoghi intorno al concetto di velocità nella cultura contemporanea: dall’arte alla scienza, dalla letteratura al teatro, dal cinema alla musica.

LUCIO FONTANA E IL MOSAICO DI CANTÙ

LUCIO FONTANA E IL MOSAICO DI CANTÙ, ed. Mazzotta 2003

La Fondazione Lucio Fontana, la Città di Cantù e l’Associazione Amici dei Musei dedicano questa iniziativa alla conoscenza e alla valorizzazione del pavimento in mosaico realizzato da Lucio Fontana negli anni Cinquanta, su invito dell’architetto Renato Radici, presso il Palazzo delle Esposizioni, attualmente sede della Galleria del Design e dell’Arredamento.

La particolare novità dell’iniziativa va ad arricchire con un intervento sino a oggi poco conosciuto, la molteplicità di esperienze di Lucio Fontana, tra pittura, scultura e ambienti spaziali, soprattutto per quanto riguarda i suoi rapporti con gli architetti e l’idea di architettura.

Per il carattere scientifico dell’iniziativa e per l’impegno dimostrato dalla Città di Cantù nel tutelare la memoria culturale e l’identità artistica di quest’opera, la Fondazione Lucio Fontana ha prestato un nucleo di opere – disegni, tele e ceramiche – esposte, in un percorso sintetico relativo agli anni Cinquanta, nelle sale del palazzo in cui è collocato il mosaico pavimentale.

Per la Fondazione questa mostra è la testimonianza di una partecipazione non solo formale, ma un modo indispensabile per far conoscere tutti gli aspetti della straordinaria ricerca artistica di Lucio Fontana.

MUNARI-VERONESI. TRA FANTASIA E METODO

MUNARI-VERONESI. TRA FANTASIA E METODO, ed. Mazzotta, 2003

La mostra “Bruno Munari/Luigi Veronesi. Tra “fantasia e metodo”, si qualifica quale primo progetto espositivo di “lettura parallela” dell’opera di due grandi protagonisti della comunicazione artistica del Novecento. Questi due maestri, noti in Italia e nel mondo, rivestono infatti un’importanza capitale entro il patrimonio artistico contemporaneo essendo stati i portavoce di un’idea di arte intesa come totalità, come sistema di linguaggi interagenti: dalla pittura alla scultura, dal disegno alla grafica editoriale, dalla fotografia al cinema, dalla scenografia alla musica, dalle arti applicate al design, dai materiali tradizionali all’uso delle nuove tecnologie, fino all’interesse per la didattica e per l’insegnamento delle discipline artistiche. Ciò che accomuna queste due figure è la loro attualissima capacità di analisi dei processi della comunicazione e la capacità di captare nuove immagini, rinnovando dall’interno il linguaggio convenzionale. Da un lato Munari teorizza come il designer sia l’artista della nostra epoca, dall’altro Veronesi esalta il ruolo del pittore come operatore/creatore di relazioni tra colore e suono, tra realtà e astrazione, tra forma e immaginazione.

L’INCANTO DELLA PITTURA

L’INCANTO DELLA PITTURA. Percorsi dell’arte italiana del secondo novecento, Casa del Mantegna, Mantova 2004

Attraverso la scelta di oltre cento opere di pittura italiana del secondo novecento, la rassegna offre un confronto fra diversi modi di intendere l’esercizio del dipingere come condizione poetica dello sguardo e come persistenza di valori legati all’incanto della superficie. Il termine “incanto” indica la ricerca dello stupore e lo stato di sospensione dei significati che la pittura sa creare, sia di fronte alle forme visibili della realtà sia nei confronti dei suoi aspetti sconosciuti. In tal senso il percorso della mostra esprime il desiderio di guardare la storia della pittura contemporanea come un patrimonio di immagini e di idee capaci di riaffermare il fondamento della pittura come pratica insostituibile, in un momento storico come quello attuale in cui le nuove tecnologie hanno il sopravvento. Molteplici sono i temi di questo impegno creativo: l’espressione dei sentimenti legati alle forme dell’inconscio, la dimensione cosmica del paesaggio come stato d’animo, la presenza della figura umana come misura evocativa dello spazio, l’esplorazione della materia come elemento precario dell’esistenza, il progetto della pittura come memoria della geometria, il valore del gesto e del segno come dinamismi della forma, l’idea del frammento pittorico come traccia del vissuto.

ATMOSFERE DEL ‘900

ATMOSFERE DEL ‘900, Casa del Mantegna, Mantova 2005

“Atmosfere del ‘900” è una mostra costruita attraverso una scelta tra le più significative opere appartenenti alla collezione del Centro Culturale di Cà La Ghironda, realizzata grazie alla lungimiranza e all’appassionata attività di Francesco Martani. Si tratta di un affascinante viaggio tra le forme artistiche del ‘900 attraverso una panoramica in grado di osservare lo sviluppo dell’arte contemporanea attraverso le sue più significative tendenze: dall’Astrattismo al Realismo, dalla Metafisica al Surrealismo, dall’Informale allo Spazialismo, dalla Pop Art alla Poesia visiva, dall’Arte Concettuale alla Pittura Aniconica, dall’Arte Povera alla Transavanguardia. Ne risulta un confronto stimolante tra le diverse concezioni artistiche che esprimono il senso di continua metamorfosi linguistica che è uno dei caratteri fondamentali dell’arte contemporanea. L’allestimento delle opere consente di ricreare nelle suggestive sale della Casa del Mantegna altrettante “atmosfere creative” dedicate volta per volta ai più rilevanti problemi di ricerca della cultura artistica del XX secolo, sospesa tra il riferimento alla tradizione (con i relativi generi: paesaggio, natura morta, ritratto) e l’invenzione di differenti prospettive di ricerca, dalla continuità con le tecniche del passato fino al nuovo uso dei materiali che imprime alla pittura un intenso slancio creativo.

IL FUTURO DELLA TRADIZIONE

IL FUTURO DELLA TRADIZIONE, Premio Suzzara 2006

Presentiamo la 45° edizione del Premio Suzzara convinti del valore e della qualità delle scelte operate dal Comitato organizzatore e dal curatore scientifico professor Claudio Cerritelli, impegnati a rappresentare al meglio la tradizione e la spinta innovativa del Premio. Questa edizione vuole caratterizzarsi come momento e occasione di riflessione, aperta al contributo degli artisti, che con le loro opere di recente produzione e con i loro interventi propongono ai visitatori della mostra stimoli e indicazioni per immaginare il presente e il futuro dell’arte contemporanea. “Il futuro della tradizione” è il tema del Premio di quest’anno, che attraverso le opere di cinquanta maestri dell’arte italiana, intende riconsiderare la nostra storia culturale. Da qui, insieme, si può proseguire un cammino per inventare un futuro che, appoggiandosi ad una tradizione certa, sappia coniugare il nostro grande patrimonio artistico con alta qualità, matura esperienza, profonda conoscenza.

PITTURA ANICONICA (1968-2007)

PITTURA ANICONICA (1968-2007), Ed. Mazzotta 2008

Il volume propone una riflessione sulla cosiddetta “pittura aniconica” così come si è venuta sviluppando in Italia, dal 1968 a oggi, attraverso i più significativi contributi intorno al ruolo del dipingere in rapporto alle nuove sperimentazioni. Commentando i testi della critica e gli scritti degli artisti, il libro ripercorre il dibattito sul futuro possibile della pittura come compresenza di molteplici modalità di ricerca, dalla continuità con l’astrattismo storico alle riflessioni analitiche degli anni ’70, dal confronto con la pittura postmoderna alla definizione di una nuova costruttività, dalla ridefinizione della geometria alla scelta radicale del monocromo. Oltre alla riflessione sui procedimenti analitici, l’identità della pittura aniconica comprende anche quel versante di ricerca dove la visione del colore è colta nei suoi eventi illimitati, nelle cangianze mutevoli della luce, nelle tensioni immaginative tra il visibile e l’invisibile. L’autore costruisce inoltre un percorso interpretativo della ricerca dei singoli artisti evidenziando gli specifici modi del dipingere, dalle metodologie scientifiche alla fluidità emotiva del colore. Significativa è l’attenzione verso le nuove generazioni di artisti che si rivolgono alla pittura come visione interiore che sappia essere non stanca ripetizione di formule linguistiche, ma impegno a sostenere il suo insostituibile ruolo immaginativo nel contesto dei linguaggi attuali.

PAROLE AL MINIMO

PAROLE AL MINIMO. Studio Cavenaghi, Ed. Neos, 2009

Una raccolta di prose poetiche dedicate a molteplici figure di artisti sui quali l'autore ha scritto saggi e presentazioni, pagine critiche aderenti ai differenti temperamenti creativi. E' incredibile quante parole servono per tacere di fronte alla pittura, così si legge nella nota introduttiva con cui Cerritelli apre il percorso delle brevi composizioni, costruite con l'intenzione di ottenere attraverso il gioco delle parole il possibile equilibrio del modulo visivo che regola il testo.

CRITICA IN DIALOGO

CRITICA IN DIALOGO. Dal concetto d’avanguardia all’arte multimediale, Mazzotta Editore, Milano 2010

Caratteri storici dell’avanguardia - Tradizione e ricerca del nuovo - Progetto, utopia e pensiero mitico - Invenzione e sperimentazione - Pittura, scrittura, letteratura e poesia - Velocità, scienza ed estetica - Etica e sistema dell’arte - Comunicazione e museografia - Scultura e spazio ambientale - Astrazione e azzeramento - Colore e profondità del visibile - Figurazione surreale e fantastica - Modernità e flusso elettronico - Creatività e nuove tecnologie - Ricerca interattiva e virtuale - Critica e impegno militante - Metodologia e analisi dell’opera - Interpretazione e sensibilità critica - Teorie e procedure dei linguaggi.

Gli argomenti di questo libro in forma dialogica propongono un percorso di riflessioni che l’autore ha vissuto dalla fine degli anni Settanta a oggi; attraverso incontri con critici, storici dell’arte, teorici, scrittori, poeti, esponenti di differenti campi disciplinari, protagonisti tra i più significativi della cultura italiana degli ultimi cinquant’anni.