Prossimo Numero

Il prossimo numero di Nuova Meta sta prendendo forma. I collaboratori mandano i loro articoli e qui possiamo prenderne visione insieme.

La misura dell'inespresso
Dialogo tra due mondi lontani

di Raffaella Nobili Nuova Meta - Numero 39

La misura dell'inespresso

La misura dell’Inespresso prende le mosse dall’incontro a metà strada di due mondi lontani per storia e cultura che, accostati per il caso fortuito di questo evento, ci fa interrogare sulla possibilità o meno di un dialogo tra le parti. Decidere di confrontare due artisti così può apparire un azzardo. Molto diverse appaiono, seppur in epoca di cultura globale, le premesse che animano le ricerche dei due artisti in questione. Sebbene ci si muova in un mondo in cui le distanze in termini di kilometri e la facilità di accesso alle informazioni siano state notevolmente accorciate, così non è quando ci si accosta ai tempi e alle modalità del mondo artistico che sembrano seguire percorsi non lineari e soprattutto tempi diversi. La vicinanza apparente tra i due è frutto più di una disposizione interiore comune, empatica, verso una certa visione della natura che a uno studio minuzioso e reciproco dei caratteri tecnici che regolano la produzione artistica di entrambe. Premessa fondamentale è che i due artisti non conoscevano reciprocamente l’uno il lavoro dell’altro. Sorprendente infatti, per tutti i coinvolti, è stato accorgersi di quanto lo sviluppo delle tematiche ma soprattutto la sensibilità con cui...

Sculture in sequenza
Intorno alla ricerca di Mavi Ferrando

di Cristina Rossi Nuova Meta - Numero 39

Sculture in sequenza

Dieci sculture/bassorilievo lignee montate sulle pareti che delimitano lo spazio espositivo, in un’alternanza di pieni e di vuoti, creano una diversa percezione dell’ambiente, in sé piuttosto regolare. Si avverte infatti una mobilità, una diversa articolazione che lo spazio stesso, per sua natura struttura architettonica uniformante, assume attraverso l’allestimento di questo insieme di opere che fa parte di un unico progetto artistico.

Solo avvicinandosi si percepisce la natura particolare di questo lavoro: nel tempo l’artista ha saputo approfondire con coerente intensità il percorso avviato fin dall’inizio con installazioni, sculture, dipinti, disegni in cui architettura scultura e design intrecciano inscindibilmente i loro linguaggi specifici.

Le opere in mostra, le più significative tra quelle recenti, rappresentano simbolicamente quasi la sintesi di...

Bassissimi rilievi

di Oscar Accorsi Nuova Meta - Numero 39

Bassissimi rilievi

Nel 2002, per caso, a seguito di una installazione/mostra fatta presso un studio di restauro, mi ritrovai a lavorare col bianco.

Mi affascinava l'idea di lavorare con un "colore" che riflette tutta la luce possibile e che dopo un po' che i tuoi occhi sono esposti ad esso si resti come accecati, fino a dover temporaneamente smettere per riposare la vista.

Questa cecità temporanea mi è sembrato uno stato necessario in quel momento, risposta ad una mia necessità di ottenere un silenzio visivo forzato attorno alle cose, in particolare modo alle cose dell'arte, sempre più rumorose e aggressive nei confronti di chi ne fruisce.

Da lì mi sono chiesto cosa sarebbe potuto succedere se...

Reale apparente

di Federico Casati Nuova Meta - Numero 39

Reale apparente

Da tempo sono impegnato in una ricerca iniziata con l’esplorazione di alcuni aspetti della percezione visiva, quali il rapporto tra gli oggetti e lo spazio circostante e la relazione dinamica tra presenza e riflessione di luce e proiezione di ombre.

È un’indagine resa possibile dalla realizzazione di strutture dove gli elementi metallici fissati in rilievo secondo schemi geometrici prestabiliti si mimetizzano con la superficie sulla quale sono applicati perché cromaticamente omogenei: ciò provoca vibrazioni luminose che confondono l’occhio a causa della sovrapposizione dei differenti piani visivi e creano una sensazione di ...

Fare memoria
Riflettendo con Giovanni Rubino sul rapporto tra arte e politica

di Laura Tosca Nuova Meta - Numero 39

Fare memoria

Laura Tosca: Rubino, Lei è indubbiamente un artista impegnato socialmente. Come si è sviluppata questa sensibilità? È stata una strada parallela alla passione per la pittura?

Giovanni Rubino: Sono molto riconoscente ai miei due professori del liceo Guido Tatafiore, pittore astratto, e Armando de Stefano, neorealista, che mi hanno fatto conoscere l’arte moderna, quella formalmente importante degli impressionisti e quella già allora militante dei pittori Delacroix, Courbet, Géricault e altri. Io ho sempre ho avuto una maggiore sensibilità per questo tipo di pittura. Sono molto legato a quanto diceva Lukacs sull’arte “forma e contenuto” quindi non puro formalismo; ho sempre avuto questa tendenza da quando ho acquisito coscienza politica.

Il mio primo ciclo di lavori, con i quali feci un paio di mostre a Parigi nel 66, testimoniava la mia pittura che...

Io, Luca Vitone
o il manifesto del monumento impossibile

di Lisa Andreani Nuova Meta - Numero 39

Io, Luca Vitone

 

La retrospettiva presentata in questi giorni al PAC di Milano ha la forma di cartografie antiche e cartografie dell’oggi che, nell’intento di trovare una risposta, si interrogano su che cosa definisca un luogo. Per rispondere, la ricerca socio-politica e teorica viene, nella forza della praxis di Luca Vitone, lasciata in sospeso per dare al mettersi in ascolto un ruolo centrale. In questo tendere l’orecchio, allora, i saggi polifonici si impastano tra di loro tessendo e consolidando un legame di appartenenza con ciò che per primo ci lega a un luogo: la lingua parlata e il suo tono nelle relative cadenze dialettali. Dapprima, in una delle sale del PAC incontriamo in Sonorizzare il luogo. Europa (1989-1993) lo spazio del quel che si potrebbe definire (sempre restando in termini di linguaggio più “volgare”) il far caciara. In realtà, nello sgretolarsi della sovrapposizione delle voci, si rende comprensibile il lavoro su livelli che ci porta a...

Entartete Kunst alla goriziana
Sulla censura di una mostra a Gorizia e Nova Gorica

di Massimo Mazzone Nuova Meta - Numero 39

Entartete Kunst alla goriziana

 

L’anno passato il gruppo Koinè presentò ai Comuni di Gorizia e Nova Gorica un progetto per una mostra internazionale sul tema Limen/Limes; soglia o barriera, trattando, com’è consueto nella loro poetica, le persistenze e pre-esistenze, le eredità, che la storia ha lasciato nei luoghi, segnando i territori.

Era una mostra che, a guardare i progetti, non dava indicazioni di alcun tipo allo spettatore, oltre il fatto di invitarlo a riflettere sulla duplicità del tema.

Come un Giano bifronte, la linea di confine è soglia o barriera a seconda del nostro posizionamento individuale e collettivo, in tal senso certamente un fatto politico, ossia proprio della Polis.

L’acronimo di Gorizia e Nova Gorica risulta essere GONG. Il suono del gong potrebbe sembrare il suono d’inizio di un incontro di pugilato sul ring.

E in effetti, quello che poteva essere un incontro, si è risolto in...

Semiotica e architettura
progetti “realizzati” e costruzioni semiotiche

di Bruno D’Amore e José Leonardo Prieto Fandiño Nuova Meta - Numero 39

Semiotica e architettura

 

Sunto. In questo articolo poniamo in relazione la semiotica con la costruzione e la rappresentazione architettoniche. Analizziamo temi di semiotica generale, iconicità, schizzo e diamo vari esempi concreti per mostrare come la semiotica sia il più importante campo di analisi della produzione architettonica, sia quella teorica sia quella pratica.

Parole chiave. Semiotica in architettura, icona, rappresentazione in architettura.

 

In questo articolo vogliamo mostrare esempi dai quali si evince che la semiotica è strettamente e formidabilmente connessa con l’architettura, dato che ogni produzione architettonica consta di molti passaggi in ciascuno dei quali si rappresenta l’oggetto architettonico pensato, dallo schizzo alla realizzazione concreta, per esempio di uno stabile. Questi passaggi semiotici...